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“4 STRANE DONNE E 1 CAPODANNO”
è
un pregevole esempio di teatro brillante. Indaga con grande onestà e una
giusta dose di cattiveria nel complicato mondo femminile di oggi. Ne
mette in mostra gli aspetti più intimi ma nel contempo più quotidiani.
E’ uno spaccato di verità spietate, grottesche, esilaranti, che
nascondono tutta la fragilità delle donne non ancora, testardamente,
“signore” ma non più, rassegnatamente, “signorine”. Quattro quarantenni
sull’orlo di una crisi di nervi. Per colpa degli uomini, soprattutto. E
l’Uomo, è giustamente assente, con l’illusione che queste “streghe dei
Parioli” possano bastarsi: illusione, appunto. Così, sull’orlo della
crisi del millennio, restano “chiuse” in loro stesse ma con un
irrefrenabile voglia di uscirne quanto prima per correre da un Lui che
forse c’è e forse no, che forse le aspetta e forse no, che forse le ama
e forse no. Dal capodanno del 2000 a quello del 2010, per provare a
trarre un bilancio del proprio “essere donna”. Dubbi, crisi,
schermaglie, rappresentazioni di umori palpitanti e di frenesie
goliardiche, nel ricordo delle grandi aspettative di appena 10 anni fa.
Aspettative tradite o raggiunte? Quattro donne - per di più attrici
anche nel testo - che nascondono nel cliché teatrale le loro paure,
rifugiandosi in una comicità violenta e spassosa, tra Almodòvar, Woody
Allen e Totò. E’ sicuramente un testo molto “chiacchierato”, come
chiacchiererebbero quattro amiche sincere, tra un battibecco e una
risata, per passare l’ultimo dell’anno senza clamori ma con ancora tante
speranze. Il testo è sincero, esilarante ed è bastato assecondarlo per
raggiungere quella verità-finzione che filtrata dal palcoscenico,
certamente aprirà lo spettro emotivo a tutte le donne che assisteranno,
riconoscendo nelle quattro protagoniste un po’ di loro stesse. Ma nel
contempo è uno spettacolo che fa conoscere un po’ di più a noi
maschietti cosa passa nelle teste delle nostre compagne. E quello che si
scopre, non è niente male! In conclusione: siamo ancora certi che le
donne siano davvero il “sesso debole”?
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