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“Il mio nuovo spettacolo vuole essere un work in
progress dove i testi e canzoni vengono aggiornati. Nella continua
ricerca di una satira completamente improvvisata, anche grazie al
caloroso e attivo pubblico partecipante (lo dico solo perché i miei
spettacoli non son elezioni politiche, anche perché li' si paga un
prezzo molto più alto di quel che faccio pagare io!), troviamo i temi
del lavoro ("Storia di un disoccupato" attuale sequel drammatico del De
Andre' di "Storia di un impiegato"), della guerra ("La ballata del
sold-out di pace" improponibile purtroppo in televisione come altri
brani presenti) e sociologici ("Che gioia la noia!" sul bullismo di oggi
ma descritto già da Pasolini ne le "Le lettere luterane" o il brano "Che
c'entro io col Centro" dedicato ai "finti impegnati" spesso presenti nei
centri sociali). Sono il frutto di un teatro
canzone-video-improvvisazione carico spesso di rabbia ma di un'energia
sempre propositiva (quella che manca alla sinistrata di oggi) che sfocia
in un grido liberatorio nella speranza e nel dubbio di non restar poi
senza voce… se non ad un citofono.” (Andrea Rivera)
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