- Prima o poi doveva
succedere.
- A quattro anni di distanza dal fortunato spettacolo “Povero
Silvio” Cornacchione torna a
lavorare con e per il nostro Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi.
- Deluso e irritato da tutti
i suoi difensori professionisti, Ghedini, Capezzone, Santanchè,
Cicchitto, Bondi,
La Russa,
Biancofiore,
Carfagna,
Brambilla, Gasparri…,
Silvio Berlusconi si affida nuovamente al suo spin doctor più
efficiente e che ha ottenuto i migliori risultati, chiedendogli
di scendere in campo al suo fianco per far trionfare
le armate del bene contro le orde del male, arruolandolo
volontario nelle file del
partito dell’amore.
- Dove hanno fallito i suoi
tanti avvocati e i suo innumerevoli portavoce, Cornacchione
vincerà, sorretto dalla sola forza
dell’amore, consapevole del fatto che il vero amore è
disinteressato, come il suo.
- Possono dire lo
stesso i tanti finti amici di cui ci circonda il nostro amico
Silvio?
-
- Quindi Silvio
Berlusconi e
Antonio Cornacchione
si ritrovano insieme sullo stesso palcoscenico, grazie a
“Silvio
C’è?” il nuovo
spettacolo del comico milanese.
- Ma questa volta il gioco si fa raffinato. Se Berlusconi è sotto
attacco per la sua vita privata e la Zanicchi consiglia gli
Italiani di giudicarlo per quanto di buono ha fatto
come Premier e non per
quello che ha fatto nelle sue feste private, Cornacchione è convinto del contrario,
bisogna difenderlo dal gossip pur di
non parlare del suo
governo.. perché è meglio
così!
- Il gossip in fondo è la miglior arma di distrazione di
massa.
Sotto allora con il gossip di Minzolini, di Brunetta, di Vespa,
di Daddario, di Ruby e di Fede.
- Ma il gossip naturalmente
non esaurisce gli argomenti trattati nello spettacolo.
- Pur di distrarre gli spettatori
Cornacchione tratterà di informazione, di poteri forti,
di politica estera. Tutto pur non parlare del governo di Silvio.
- Insomma Berlusconi
non è che uno dei tanti ingredienti
dello spettacolo: un’ora e mezza di confronto strabico con la
realtà italiana, raccontata e cantata da Cornacchione e musicata
da
Carlo Fava,
solida figura del teatro canzone, amabile chansonnier, campione
italiano in carica degli imitatori di Joseph Ratzinger.
- I due complici
duettano su massimi e minimi sistemi, rileggendo con ironia i
tempi curiosi che andiamo vivendo.
- Temi di scottante attualità, trattati con lo sghignazzo complice
di due vecchi amici (tre, contando Silvio) che si cantano
addosso, si parlano addosso, si criticano addosso, lavorando con
autoironia sui rispettivi difetti. Così Antonio insegna a Carlo
come uscire dalla nicchia della musica d’autore
e Carlo insegna
ad Antonio i segreti dei
vari Telegiornali partendo dalla loro musicalità interiore.
- Per
finire con un omaggio al grande Giorgio Gaber.
- “Silvio
c’è” è uno spettacolo che non fugge dall’attualità,
ma la affronta perché in
fondo l’attualità… è
solo la storia quando era giovane.
- Per chi comprende che
tutto deve cambiare
perché nulla cambi, che
la flessibilità nel lavoro è solo
la richiesta di mettersi a novanta gradi... Che la posizione
della Chiesa sugli anticoncezionali è “l’uomo sul letto e la
donna a duecento chilometri di distanza”.. Per chi, in fondo, sa
che nei periodi più bui è sempre confortante accendere la luce e
scoprire il volto di un buffone. Magari con un cantautore di
fianco.
- “Silvio c’è?”: notizie, canzoni, fannulloni, religione,
telegiornali, fotografie, cazzate. Non necessariamente in
quest’ordine. Perché Silvio c’è, come Dio.
Però anche ci fa.