“Voi uomini siete tutti uguali!”
Chi di noi non si è mai sentito rinfacciare una frase
del genere?
Al culmine di un litigio tra un uomo e una donna,
quando Lei non deve far altro che ammettere di essere in torto marcio,
quando neanche l’Associazione delle Femministe Maschiorepellenti
Promotrici dell’Evirazione di Massa potrebbe darle ragione, quelle 5
malefiche paroline riescono a sovvertire gli esiti dello scontro.
Accompagnando la frase con uno sguardo studiato ad arte, che nemmeno un
cucciolo di foca accerchiato da una dozzina di bracconieri sadici è
capace di fare, la donna riesce immediatamente a porre fine alla
discussione, lasciando Lui in balìa dei sensi di colpa, capro espiatorio
di millenni di soprusi.
Adesso, però, è’ arrivato il momento di sfatare i
luoghi comuni, è l’ora di dire “no” agli stereotipi e ai falsi miti!
Gli uomini sono individui, ognuno con le sue
caratteristiche, ognuno con le proprie peculiarità.
A parte una più o meno marcata ossessione per le
misure del pene e una obiettiva incapacità di usufruire delle molteplici
funzionalità della ciambella del water, l’unica cosa che li accomuna
veramente è l’inevitabile, sacrosanta impossibilità di capire le donne!
Diego Ruiz, dopo avere esplorato con i suoi
spettacoli le varie sfaccettature del rapporto di coppia, stavolta
affronta l’universo maschile con un occhio tenero e divertito, sfornando
una commedia finalmente maschilista e sessualmente scorretta.
Tre uomini sulla quarantina alle prese con il
matrimonio, il sesso e l’ineluttabile necessità di diventare adulti. Una
serata di confidenze, di confronti, di scambi di pessime idee. Una
serata capace di trasformare le certezze in dubbi, ma capace anche di
trasformare i dubbi nella certezza di avere dubbi ancora più grandi!
In scena, oltre allo stesso Diego, che interpreta un
uomo fragile, pauroso, totalmente succube, se non addirittura vittima
della moglie, troviamo anche Walter Nanni, che già aveva dato prova
delle sua surreale comicità nella pluri-rappresentata commedia di Ruiz
“TI AMO O QUALCOSA DEL GENERE”. La scommessa più grande però è quella di
Ascanio Pacelli, personaggio noto al grande pubblico per la sua
partecipazione a una fortunata edizione de IL GRANDE FRATELLO e per
tante altre trasmissioni televisive. Ascanio, alla sua prima esperienza
in teatro, si mette in gioco con un’energia e un entusiasmo che vi
lascerà di stucco.
La regia è affidata a Francesca Nunzi, da anni
compagna di avventura di Ruiz, che darà un tocco di esilarante follia
alla messa in scena.
Mauro Paradiso sfoggerà tutto il suo talento creativo
per dare forma all’eccentrica scenografia che, siamo sicuri, stupirà per
la sua singolarità e la sua audacia. L’estro dei costumi di Marco Maria
della Vecchia sarà la ciliegina sulla torta di questa messa in scena,
unica, irripetibile, divertentissima. Il risultato di un team di persone
unite dalla volontà di dar vita a uno spettacolo sorprendente e
originale.
SINOSSI
Ascanio è un quarantenne apparentemente equilibrato e
metodico, ma durante il ricevimento del suo matrimonio sparisce
improvvisamente senza dare spiegazioni. Una vecchia casa sull’albero
rappresenta il giusto rifugio per riflettere, per ritrovare se stesso,
per cercare di superare quella stupida, inopportuna crisi dell’ultima
ora.
Il suo desiderio di isolamento viene bruscamente
interrotto dal fratello Diego. Le sue continue apprensioni,
l’atteggiamento patologicamente ansioso, il suo deleterio senso di iperprotezione, non fanno altro che alimentare le incertezze di Ascanio
che, pur volendo ritornare il giusto senno, non riesce più a ritrovare
il coraggio di tornare dalla donna che ha appena sposato.
L’arrivo dell’amico Walter, incallito sciupa femmine,
senza alcuna morale o senso del pudore, complicherà ancora di più la
situazione, mettendo in crisi tutto e tutti.
Letteralmente sospesi, arrampicati su quell’albero, i
tre uomini parlano, si confrontano, si raccontano, si confessano. Tre
uomini completamente diversi tra loro ma accomunati nelle loro
difficoltà con le donne.
Dialoghi serrati, gags esilaranti, argomenti
stuzzicanti, coloreranno questo tardo pomeriggio d’estate, in cui il
festeggiamento di un matrimonio si trasformerà in qualcosa di totalmente
inaspettato.