L'allestimento "ultraleggero" dell'Elisir d'Amore in
programmazione al Teatro dei Satiri di Roma dal 24
al 29 gennaio 2012 è il progetto pilota di un programma di Tito Schipa
jr. sulla semplificazione, la divulgazione e la capillarizzazione della
proposta al pubblico, di capolavori del melodramma italiano. La tecnica
narrativa e lo stile impiegato sono una filiazione diretta dei modi resi
popolari in tutto il mondo dalla tecnica del fumetto, e che in tempi
recenti, essendo stata riconosciuta come vera forma d'arte, ha preso il
nome internazionale di "Graphic Novel".
La rappresentazione fumettistica, affidata a un
pittore dalla forte sensibilità, Luigi Stefano Cannelli, accompagna lo
spettatore lungo tutto il percorso narrativo, dando spazio alla più
ampia fantasia senza bisogno di alcun gigantismo scenico, e fornendo
allo stesso tempo la chiarezza assoluta del dialogo, sempre presente
assieme alle immagini. Prima ancora che subentrino la musica e gli
interpreti presenti materialmente sul palco, l'allestimento prende già
in partenza una riconoscibilità precisa, avvalendosi di una vera e
propria "firma" che nobilita l'intera operazione e la distingue da
qualunque altra. Da quel momento le immagini scorrono su uno o più
schermi alle spalle dei cantanti (che agiscono in forma di concerto)
trasferendo la loro interpretazione vocale e musicale nell'universo del
disegnatore, che si avvale della più assoluta libertà espressiva, non
essendo limitato da alcun ostacolo di tipo economico o logistico.
Inoltre la presenza del vero e proprio fumetto nel campo visivo
garantisce agli spettatori la comprensione immediata della vicenda e del
testo, prestandosi anche alla traduzione simultanea in altre lingue. Un
plauso va indirizzato ad Adriana Ruvolo che, grazie alla ricostruzione
filologica con i suoi figurini di costume ci aiuta ad identificare
immediatamente lo status sociale ed il profilo dei vari personaggi.
Sulla base di questa tecnica le conseguenze più
dirette e importanti sono:
- La possibilità di realizzare lo spettacolo, al massimo del suo
rendimento artistico e spettacolare, in qualsiasi tipo di spazio, dai
luoghi convenzionali a quelli anomali come ospedali, carceri, luoghi di
lavoro o aggregazione.
- La trasferibilità a bassissimo costo davanti ad ogni tipo di pubblico
indipendentemente da luoghi, nazionalità e lingue.
- La prosecuzione del progetto su ogni titolo della
grande tradizione operistica europea senza che questo comporti
variabilità di impegno (la "grande" Aida non sarà più difficile da
allestire della "piccola" Bohème).
- L'accoppiamento del materiale visivo alle innumerevoli registrazioni
audio del passato, che giacciono inutilizzate nei magazzini delle
discografiche di tutta Europa e non trovano più un mercato per i loro
interpreti straordinari, e che qui potrebbero tutte rivivere in dvd o
qualunque altro supporto audiovisivo futuro aggiungendo al pregio
dell'operazione la ricostruzione dell'immagine dei grandissimi cantanti
che le interpretarono.
L’Elisir d’Amore è un melodramma giocoso in due atti, musicato da
Gaetano Donizetti nella primavera del 1832, su libretto di Felice
Romani, tratto da Le philtre (Parigi, 1831) di Eugène Scribe.
Ci troviamo in un villaggio del paese dei Baschi alla
fine del 1700. Alla fine della mietitura, Nemorino, contadino timido e
impacciato, ammira da lontano la ricca e capricciosa Adina, e non osa
dichiararle il suo amore (“Quanto è bella, quanto è cara”). Finalmente
trova il coraggio di farlo ricevendone però un rifiuto (“Chiedi all’aura
lusinghiera”). Arriva al villaggio il ciarlatano dott. Dulcamara
(“Udite, udite, o rustici”) che, messo al corrente della disperazione di
Nemorino, gli offre un elisir magico che gli permetterà di conquistare
l’ amata Adina in meno di ventiquattro ore. Nemorino, ora più sicuro di
sé, finisce per innervosire la ricca fittaiuola, che per puntiglio
decide di sposare il sergente Belcore. Il contadino disperato Le chiede
di rinviare le nozze di un giorno, affinché l’Elisir possa avere il suo
effetto. Il giorno delle nozze, Nemorino chiede a Dulcamara una seconda
bottiglia e per pagarla si arruola nelle truppe di Belcore. Divenuto
erede di una grande fortuna da parte di uno zio morto, Nemorino viene
corteggiato da tutte le ragazze del paese, tra cui la villanella
Giannetta. Nella sua illusione attribuisce il risultato all’ Elisir. Adina
inizia ad amarlo, ma Nemorino si è fatto soldato per amore e per
averlo Adina deve ricomprare il contratto di arruolamento da Belcore.
Nel riconsegnarlo al contadino, gli dichiara tutto il suo amore. Se non
altro l’Elisir ha portato al lieto fine (Viva il grande Dulcamara).
L’Elisir d’Amore rientra a pieno titolo nella
tradizione dell'opera comica. Donizetti ebbe a disposizione solo
quattordici giorni di tempo per consegnare il suo lavoro. Insieme al Don
Pasquale è uno degli esempi più alti dell'opera comica ottocentesca. A
farlo immediatamente amare dagli appassionati della lirica è in
particolare la tipica melodia donizettiana che anche in questo caso
accompagna motivi piacevoli che bene mettono in risalto la vena buffa
del compositore bergamasco, capace di trasformare con agile inventiva la
risata in sorriso, sia pure talvolta velato di malinconia (l’aria di Una
furtiva lagrima ne è una limpida testimonianza).
Tito Schipa jr, coadiuvato da Ornella Pratesi, ha
impegnato un cast di cantanti di alto livello artistico che si
avvicenderanno sul palcoscenico del Teatro dei Satiri per regalarci
grandissime emozioni. Nel ruolo di Adina, ricca e capricciosa fittaiuola,
si alterneranno i soprani Ornella Pratesi e Susanne Bungaard; Nemorino,
contadino timido e impacciato innamoratissimo di Adina, verrà
interpretato dai tenori Paolo Branigade e Giuliano Di Filippo;
vestiranno i panni del medico ambulante dott. Dulcamara i tenori Cesidio
Iacobone ed Emanuele Casani; il baritono Massimo di Stefano impersonerà
il sergente Belcore e la villanella Giannetta verrà interpretata dal
soprano Fabiola Trivella. L’esecuzione musicale dal vivo è affidata alla
pianista Valeria Vitaterna.
L’Elisir d’Amore – la più dolce storia d’Amore mai cantata - nella
versione ideata da Tito Schipa Jr. è un’esperienza unica e originale che
deve essere applaudita.