Caduta dei capelli: fisiologica o patologica?

Ogni giorno perdiamo una certa quantità di capelli. Tale caduta può essere di tipo fisiologico o patologico. E’ molto importante fare questa distinzione per non andare incontro a paure infondate e, nel caso davvero vi fosse una patologia dietro la perdita dei capelli, per poter eseguire una diagnosi precoce (in alcuni casi permette infatti di arrestare la caduta).

La caduta fisiologica è un processo del tutto normale. Non c’è in questo caso da preoccuparsi. Tutti noi perdiamo ogni giorno all’incirca tra i 40 e i 120 capelli. Questa grande differenza di numero dipende da alcuni fattori come:

  • Il numero di follicoli piliferi attivi che una persona ha in testa. Maggiore è il numero, più sono i capelli che ogni giorno cascano per lasciare lo spazio ai nuovi che devono crescere. Chi ha i capelli molto fini ha in genere più follicoli piliferi di chi invece ha i capelli molto spessi.
  • Ciclo di crescita. I capelli seguono un ciclo di crescita, questo può essere più o meno veloce. Ognuno di noi conosce la velocità con cui i propri capelli crescono.
  • Una scorretta alimentazione, così come carenze nutrizionali, possono portare alla perdita più copiosa di capelli. Quando le carenze vengono colmate ecco che vi è un ritorno alla normalità in termini di caduta.
  • Nei periodi particolarmente stressanti della vita si può notare come i capelli cascano di più, le unghie si fanno più deboli etc. Lo stress influisce molto sul nostro corpo.
  • Prodotti per la pulizia. I prodotti che usiamo per pulire i capelli possono essere spesso piuttosto aggressivi. Ed è bene evitarli proprio perché inducono a una caduta massiva. L’ideale è comprare prodotti di qualità che non vanno a danneggiare il cuoio capelluto.

C’è poi la caduta patologica. In questo caso si parla di alopecia. Ne esistono tante tipologie, alcune più o meno rare. La più comune è senza dubbio l’alopecia androgenetica ed è a lei che ci si riferisce in genere quando si parla di calvizia. In questo caso i capelli cadono per poi non ricrescere. Non è una condizione che si presenta nell’immediato ma progredisce poco a poco nel tempo. All’inizio la persona può vedere un indebolimento dei capelli, successivamente vi è un diradamento. All’inizio è impercettibile ma si fa con il tempo più evidente (quanto non è possibile dirlo, per ogni persona infatti è diverso in base a fattori personali). Fino a quando si vanno a creare zone calve. In pratica il follicolo pilifero si è atrofizzato e non produce più nuovi capelli. Le cause possono essere sia di natura ereditaria o genetica.

Alla base dell’alopecia androgenetica vi è un problema immunitario. Una quantità anomala di ormoni va ad attaccare il follicolo pilifero del cuoio capelluto (più comunemente, ma può colpire anche altre zone del corpo) e ne provoca l’atrofizzazione. Il capello che cade poi non torna a crescere.

Per l’alopecia androgenetica non esistono cure definitive anche se, come ci spiegano su stopcaduta.it, possono offrire diversi risultati soddisfacenti.