Il recente datagate ha svelato che da Facebook sarebbero fuoriuscite informazioni private di migliaia e migliaia di utenti americani, che sarebbero arrivate (vendute!) alla società inglese Cambridge Analytica. Questa sarebbe stata l’agenzia che avrebbe sorretto la campagna presidenziale di Trump nelle elezioni del 2016. Le indiscrezioni parlano di 15milioni di dollari pagati dall’attore alla CA di cui il suo ex braccio destro Bannon è stato vicepresidente in passato.

Le elezioni hanno portato, come si sa, all’elezione a presidente degli Stati Uniti d’America di Donald Trump. Oggi, però, lo scandalo del Datagate ha suscitato polemiche e dubbi in tutto il mondo perché 220milioni di americani sarebbero stati profilati e targetizzati. Nessun sondaggio o previsione aveva previsto questo risultato, eppure Trump ha vinto. La sua vittoria su Hillary Clinton aveva suscitato scalpore, prima si era ipotizzato un intervento russo e oggi il datagate. Lo sguardo si rivolge quindi a Ashburner Nix il Ceo di Cambridge Analytica, che ha senza ritegno il “merito” di aver, appunto, profilato 220 milioni di americani votanti.

Come la Cambridge Analytica potrebbe aver influenzato le elezioni

Gli elettori di una determinata zona d’America sarebbero stati suddivisi per censo, orientamento politico, comportamento, acquisti, propensione al voto grazie ai database di Facebook e quindi di Cambridge Analytica. I messaggi politici, quindi, da sottoporre al singolo sarebbero diventati quasi personalizzati o, comunque, altamente strutturati con tecniche di marketing persuasive estremamente convincenti. Alla rappresentanza classica sul territorio si sarebbe così sostituita una sorta di politica on demand.

La pubblicità che è comparsa sul computer di ogni cittadino americano, guarda caso, indicava proprio i suoi bisogni. Si parla di 175mila messaggi diversi, sviluppati su cinque elettori tipo ricostruiti sui dati acquisiti con uno studio psicometrico. Queste teorie possono quindi non solo definire la persona, ma sanno anche che cosa può smuovere il suo interesse.

La teoria del complotto si allarga anche sul referendum sulla Brexit, alle elezioni in Ucraina, a quelle in Nigeria. La società Cambridge Analytica non sarebbe quindi alle prime armi. Dal 1993 si sviluppa e cambia, passando da scopi civili, a metà del Duemila, ai programmi per la difesa che spaziano dalla guerriglia psicologica alla presa di possesso, sebbene temporanea, dei mezzi di comunicazione. Aleksandr Kogan ne fa parte, con la sua app che per prima ha estrapolato i dati riservati di Facebook. Con solo 70 like le teorie parlano di una profilazione del soggetto precisa al 75-85% (metodo Ocean di Kosinski): un libro aperto per la scienza sociale quindi. I dati però possono anche non solo essere studiati, ma anche deviati.

Machine learning

Quello che è forse è stato fatto o che comunque è possibile fare con la psicometria è strettamente collegato al machine learning, nell’estrazione dei sentimenti delle persone e nello studio delle loro preferenze. L’Italia comunque è ancora lontana fortunatamente da scenari come questi, perché è un contesto totalmente diverso e il concetto di privacy è molto differente rispetto all’America.

Il machine learning ha tutt’altro scopo qui, anche se sicuramente viene studiato. Questo sistema di sviluppo informatico viene impiegato ogni giorno per la promozione, per la vendita, per fornire servizi e anche per l’intrattenimento. Un esempio? Il gioco. Una briscola online o un poker giocato con un computer che non è solo un semplice computer, ma una sua versione “umanizzata”, è qualcosa di straordinario che è destinato a trasformarsi un giorno in qualcosa di grande.

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